Cena con Cristiano Guttarolo

Aldilà di ogni campanilismo, la storia insegna che, per quanto sia ancora ben più conosciuto quello di Manduria, il Primitivo è una realtà legata al vitigno di Gioia del Colle, una piccola cittadina in provincia di Bari, tutta raccolta attorno al castello che Federico II di Svevia fece edificare nel 1230. La coltivazione della vite e la produzione del vino in questo territorio erano attività già fiorenti tra l’VIII ed il III sec. a.C. (quando questa terra era chiamata Peucezia): così testimoniano numerosi ritrovamenti nella zona archeologica di Monte Sannace, il più grande abitato peucetico finora noto, a pochi chilometri da qui (molti reperti sono nel museo archeologico sito all’interno del castello). Sul finire del 1700, il sacerdote primicerio Francesco Indellicati selezionò con molta cura un vitigno di origine albanese e caratterizzato da una maturazione molto precoce che chiamerà, proprio per questo, “PrimAtivo” e che pianterà a Liponti, in contrada Terzi di Gioia del Colle. I monaci benedettini (l’ordine a cui apparteneva il nostro) operarono tanto laboriosamente da diffondere una coltivazione intensiva di questo vitigno su una area molto più vasta che, sul finire del 1800, arrivò a ricomprendere il territorio tarantino e, in particolare, quello di Manduria.

Cristiano Guttarulo è «un vignaiolo» appassionato, innamorato del suo territorio , della sua terra e del suo mestiere. La filosofia che è alla base della produzione in azienda traspare nella sua vita quotidiana. Arriva da Salerno con l’enologo Antonio Di Gruttola (Cantine Giardino di Ariano Irpino) e le sue idee estreme di viticultura ed enologia naturale di qualità.

L’azienda è situata nel cuore dell’altopiano delle Murge, a Gioia del Colle (Ba), in un’antica masseria dell’800. La proprietà è circondata da trenta ettari di terreno, tutti coltivati naturalmente, di cui tre ettari sono a vigneto: un ettaro e mezzo, da circa trent’anni, è coltivato ad alberello e il restante a spalliere. Si produce, in purezza, il primitivo di Gioia del Colle, un vitigno autoctono che trova proprio qui le sue origini. Nell’agro di Gioia del Colle si esprime con particolare eleganza, per l’altitudine (400 mt. s.l.m.), le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, la buona ventilazione e le peculiarità del nostro terreno carsico (terra rossa derivante dal disfacimento e dalla trasformazione dello strato superficiale del calcare di cui sono fatte le pietre murgiane). L’obiettivo dell’azienda è quello di cercare, attraverso un progetto enoculturale, la valorizzazione e riqualificazione del primitivo di Gioia del Colle. I procedimenti in cantina avvengono senza l’ausilio di biotecnologie, filtrazioni e aggiunta di prodotti chimici: la natura è il vero operaio; il vino è vero, autentico e racchiude, per ogni annata, pregi e diversità che lo esaltano sempre di più.

Momenti della serata